Interventi esperti e operatori

.Contributo dato dalla Studentessa Universitaria presso la facoltà di Giurisprudenza dell' Università Mediterranea di REGGIO CALABRIA
MARIA DOMENICA MINUTOLO:
UNA BASTILLE INTERIORE DA CUI DOBBIAMO LIBERARCI:L'IGNORANZA.
Nella coscienza sociale del nostro Paese, non si è coltivata l’ idea che i problemi dei disabili ci appartengono, in quanto anch’ essi partecipano a rendere la nostra vita più umana. Lo scrigno della nostra anima deve custodire questa pietra miliare, il diverso, non è paura, sgomento, ma vita che arricchisce, linfa in questa società zeppa di contraddizioni, superstizioni, pregiudizi. Si fa sempre più fatica accettare il sacrosanto diritto delle persone disabili ad essere membri di un sistema naturale della società, e non di una macchina priva di empatia e sentimenti. L’ INCLUSIONE di tali soggetti è un patrimonio culturale per noi tutti, la persona diversamente abile ha tutto il diritto di vivere in simbiosi con l’ ambiente che lo circonda,senza essere prigioniero del peso delle barriere. Che finisce ad imprigionarli e a renderli solo una cosa nella vita, ossia degli oggetti inanimati… Mi chiedo se è ancora tollerabile in una società democratica e multiculturale stare ancorati a pregiudizi e stereotipi, che sembrano rievocare le ignoranze del passato. Il disabile non è più “ Filottete”, il guerriero narrato da Omero e protagonista dell’omonima tragedia di Sofocle, che viene abbandonato crudelmente sull’isola di Lemmo da Ulisse e dai compagni, perché una grave ferita ad una gamba lo àncora ad uno status di handicap svantaggiato, in quanto il suo corpo non risponde più al modello areteico del καλός και αγαθός, del bello e del buono , il disabile è una persona tra le persone,che al di là delle differenze contingenti contribuisce a rendere noi stessi più consapevoli dei miracoli che la vita ci regala con la sua straordinaria bellezza. LA POLITICA DELL’ INCLUSIONE DEVE trasformarsi in araldo e deve essere la stella polare che guidi il giurista, il politico, e il cittadino ad operare un rapporto relazionale con l’ altro di tipo empatico e solidaristico e non meramente assistenziale, per il conseguimento di un fine quello dello sviluppo della persona umana. Invitiamo la politica di non chiudersi in se stessa e nel suo linguaggio criptico e senza patos, ma ci auspichiamo una politica che si nutra di semplicità, di agape, e che non tema di proclamare dei principi che argomentano l’ importanza dei disabili nella vita civile, e capire come sia pretestuoso accusare “l’ altro di intorbidire la propria acqua considerato poi che è la medesima sete a condurci tutti allo stesso rivo”.

Francesco FUSCA (13 febbraio 1948) nasce, cresce e vive a Spezzano Albanese (Cosenza) sino al 1982; per motivi di lavoro si sposta poi a Corigliano Calabro (CS), dove tuttora vive, ad eccezione dell’anno scolastico 1987-88, quando -vincitore del concorso ispettivo- parte per la Lombardia, per svolgervi la funzione.
La decisione di vivere in Calabria, per Fusca, è una chiara consapevole convintascelta elettiva, essendo e sentendosi cittadino del mondo, al di là e oltre le barriere culturali, religiose, etniche, linguistiche, razziali, …
Conseguita l’abilitazione magistrale, partecipa e vince il concorso per insegnante elementare, nel 1971. Svolge tale attività (nel frattempo si laurea in Pedagogia, a Salerno; consegue l’abilitazione in Scienze umane, per l’insegnamento nella secondaria superiore; ottiene l’idoneità al concorso a cattedre in Scienze umane) sino al 1979, quando -vincitore del concorso a direttore didattico- si dedica a tale lavoro sino al 1987. In questa data -vincitore del concorso ispettivo- inizia la professione in Lombardia, a Como, per poi proseguirla, funzionalmente, in Calabria, a Catanzaro, (e, sempre al Ministero della P. I. – MIUR, sostanzialmente, su tutto il Territorio nazionale) dove tuttora la continua.
E’ docente “a contratto” presso l’Istituto superiore di studi di Servizio socio-psico-pedagogico italiano di Cassano Ionio (sede staccata di Sapri) dal 1979 al 1982, per gli insegnamenti di Sociologia e di Servizio sociale di gruppo.
In qualità di Ispettore tecnico -«alle dirette dipendenze del Ministro»- lavora anche a Roma, costantemente negli anni, presso il dicastero della P. I., in diverse Commissioni di studio e Gruppi di ricerca e proposta al Ministro (per la Continuità educativa; la Valutazione; gli Istituti comprensivi; l’Handicap; lo Svantaggio socio-culturale e scolastico; l’Intercultura, …); inoltre, si muove, intensamente, su tutto il Territorio nazionale sia per la formazione professionale dei docenti (da quelli della scuola dell’infanzia sino a quelli della secondaria superiore) e dei dirigenti scolastici (già direttori didattici e presidi); sia per l’informazione e la formazione delle famiglie (e delle loro associazioni), dei membri degli Enti locali, degli operatori dell’Azienda sanitaria locale (Azienda sanitaria provinciale).

 

@ inviata a Vincenzo Logozzo-Presidente Consulta Associazioni Gioiosa Ionica

Unita' Multidisciplinare nella Piana :Adda e Fiaba Chiedono atti e preannuncio azione giudiziaria

Caro Vincenzo LOGOZZO,
di' ai Tuoi Amici che io sono con Voi. 
La "Cultura della Disabilità" viaggia a rilento, in Italia. Sovente "si fanno parti uguali tra disuguali" e questo è, palesemente, ingiusto. 
   Io sono diverso COME te: è una "Bandiera etica"  -di avviso ai naviganti falsamente giusti-  se non si vuole fare di tutte le erbe un fascio... Calpestando la Civiltà.
   La "lotta culturale-civile" che, anche a Goiosa Joinica, combattiamo da alcuni anni, per implementare moltiplicare (sensibilizzare informare formare) la "Cultura della Disabilità" la dice lunga sulla nostra Visione del mondo, sulla Solidarietà, sulla 'reale' Pratica del Diritto e delle Tutele nazionali e internazionali ...
   Con Salvatore NOCERA, Salvatore BAGALA', Maria Rosaria PINI, i vari Sindaci del Territorio di Reggio Calabria e diverse altre 'belle ' Persone abbiamo più volte detto, e dimostrato, che anche la "Politica economica e finanziaria" dei Servizi scolastici e socio-sanitari che riguardano le Persone disabili e le loro Famiglie, abbiamo detto che deve essere 'diversificata'. Cioè, non tagliata - ridotta - cancellata ... 
   Gli altri 'comparti' e 'servizi' delle Istituzioni, se devono essere 'penalizzati'  -per la 'crisi'-  si faccia pure: la 'crisi' è internazionale, lo sappiamo (e sappiamo anche per colpa di chi ...); ma, si lasci assolutamente da parte e si abbandoni totalmente l'idea di tagliare cancellare i 'servizi' alle Persone disabili e alle loro Famiglie (e alle Associazioni, alle Consulte, alle Federazioni, ...).
   Chi lo fa, perseguendo una 'politica' di risparmi ('politica' con la 'p' piccola) con le Persone disabili (in Famiglia, a Scuola e in Società), ebbene  -sia chiaro-  costui/costoro vanno denunciati alla  pubblica opinione, nazionale e mondiale. ... oppure prendiamo la nostra bella grande favolosa Costituzione, la Convenzione internazionale sui diritti dei Disabili dell'ONU, ... e buttiamole, tutte insieme, a mare ...
   Scusami, Vincenzo ... 
La chiarezza del mio pensiero e l'azione scolastica della mia vita socio-culturale mi indignano quando so sento com-prendo scelte e fatti  -da parte di chi governa la "cosa pubblica", ai vari livelli-  'contro' le Persone garantite nei loro Diritti dalle Sacre Carte ...
   Ciao. Auguri. Se ritieni-ritenete che io possa fare qualcosa, per questa "Santa causa", contate pure su di me. Il 'costo' delle mie prestazioni culturali è alto; per Te-Voi, invece, è zero ...
                                                                      Francesco FUSCA (17GE15) -

RELAZIONE PRESENTAZIONE GUIDA INCLUSIONE SCOLASTICA -  18 DICEMBRE 2014

 

UNA SCUOLA PER CIASCUNO

 

E’ con immenso piacere  che oggi siedo a questo pregiatissimo tavolo, in qualità di docente ma anche, mi piace sottolinearlo,  come cittadina della locride, dell’Italia, dell’Europa;  l’entusiasmo che da un lato, mi accompagna per il semplice fatto che oggi, grazie alla proficua ed intensa attività che ha svolto e continua a svolgere l’associazione ADDA , si parla di Inclusione, di Integrazione di persone, di minori, dico io, con abilità diverse;  dall’altra parte , però, perché oggi dobbiamo parlare di inclusione? Perché l'associazione ADDA ha sentito il bisogno di organizzare questo evento e di pubblicare una guida? Perché, ancora oggi, dopo l’emanazione di numerose leggi e fondi pubblici spesi o previsti dallo stato italiano, siamo qui a parlare di Inclusione.

Allora c'è qualcosa che non va! 

Partendo dalla mia esperienza di insegnante e specialista nelle attività di sostegno posso tranquillamente affermare che la più grande difficoltà l’ho incontrata non nelle varie disabilità degli alunni, ma nella mancanza di strutture idonee e nella mancanza di strumenti e sussidi importanti per l’inclusione di alunni in difficoltà.

Personalmente non mi sono mi arresa di fronte alle varie difficoltà che ho incontrato, costruendo personalmente, con quello che avevo a disposizione, materiale didattico e laboratori per gli alunni, ……………………

Il titolo del mio intervento all’interno della guida è UNA SCUOLA PER CIASCUNO, e non una scuola per tutti, proprio perché nell’espressione TUTTI spesso vengono emarginati gli indifesi, trascurati i poveri, non considerati chi non ha voce!

Includere significa rendere partecipe una persona di qualcosa, l’inclusione deve essere un valore che coinvolge non solo il singolo individuo ma anche tutte le realtà del territorio; quindi   è di vitale importanza un lavoro strutturato in rete con gli attori che vivono intorno alla persona in difficoltà,FAMIGLIA, SCUOLA, COMUNE, PROVINCIA, REGIONE, TERZO SETTORE.

Ora ritornando a quello che vuole essere il mio contributo, ricordo brevemente l’iter legislativo che nel corso degli anni ha sancito i diritti dei minori in età scolare:

Dopo l’entrata in vigore della Costituzione Italiana nel 1948, con la formulazione di articoli che affermano: l’uguaglianza di tutti i cittadini, la pari dignità sociale (art.3); il diritto agli inabili e minorati, all’educazione e all’istruzione e all’avviamento professionale (art.38); l’apertura della scuola  “tutti” , (art.34); furono istituite classi speciali differenziali per gli alunni diversamente abili o handicappati così come venivano chiamati, mentre i minorati della vista e dell’udito venivano inseriti in appositi istituti specializzati, ma soltanto una minoranza di alunni riusciva a conseguire un qualche livello di istruzione e di educazione.

Bisogna arrivare ai primi anni 70 per avere i primi tentativi di integrazione nelle classi comuni degli alunni in condizione di handicap con la legge 118del 1971 che stabilisce che “l’istruzione dell’obbligo deve avvenire nelle classi normali della scuola pubblica, salvo i casi in cui i soggetti siano affetti da menomazioni fisiche di tali gravità da impedire e rendere difficoltoso l’apprendimento o inserimento in classi normali” e sancisce, inoltre il dovere della scuola e degli Enti locali responsabili di adeguare strutture, predisporre servizi e strumenti, mettere a disposizione personale qualificato.

Nonostante l’emanazione di tali norme, mancavano precise indicazioni relative al sostegno didattico e a quello terapeutico-riabilitativo e soprattutto la difficoltà più sconfortante era rappresentata dalla totale assenza di docenti specializzati.

In seguito con la legge 517/1977 l’integrazione degli alunni diversamente abili fu collegata a un nuovo modo di essere della scuola, non più selettiva ma formativa. Nella scuola elementare di allora, oggi primaria, furono autorizzate forme di integrazione degli alunni diversamente abili con la prestazione di insegnanti specializzati, inoltre dovevano essere assicurati la necessaria integrazione specialistica e forme di sostegno dello Stato e degli Enti locali.

Così dopo alcuni anni di “inserimento selvaggio” venivano fatte leggi in grado di mettere ordine in materia: la legge 517 per gli aspetti pedagogici e didattici e il D.P.R. 616/77riguardante gli obblighi di assistenza ai Comuni e la legge 833/78per  gli aspetti medici dell’handicap.

Infatti, integrare i soggetti con handicap nella scuola significava assumersi responsabilmente i problemi di natura didattica ed educativa per la soluzione dei quali debbono convergere necessariamente anche le competenze specifiche degli altri soggetti istituzionali. In seguito, altre disposizioni e sentenze hanno esteso il diritto alla frequenza anche alle scuole superiori, inserito modalità di valutazione ed esami di licenza; la legge 148 del 90 prevede la programmazione collegiale, il progetto educativo individualizzato, sancisce la con titolarità degli insegnanti di sostegno.

Tappa finale di questo lungo percorso è sicuramente la legge 104/1992, denominata “legge quadro” per l’assistenza l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate”.

Una legge complessa, in gran parte rifacentesi agli articoli della Costituzione, in grado, se correttamente applicata, di dar vita a una nuova e più promettente stagione dell’integrazione. Essa ha definito, per la prima volta, con chiarezza chi è la persona in condizione di handicap e ha sancito i diritti ad essa riconosciuti, ponendo sia allo stato che agli Enti locali sia al servizio Sanitario Nazionale l’obbligo di rispettarli.

Come finalità si propone: di garantire il rispetto della dignità umana; garantire i diritti di libertà ed autonomia della persona diversamente abile, promuovere l’integrazione nella famiglia, nella scuola, nel mondo del lavoro e nella società.

In tal modo, il processo di integrazione scolastica, quale momento necessario e ineludibile della più generale integrazione sociale acquista valore, significati e dimensioni nuove, fuoriuscendo finalmente dalle incertezze e dalle ambiguità proprie della legge 517/77, fornendo una definizione chiara e inequivocabile della persona diversamente abile.

La legge 104/1992 fa, inoltre, una distinzione tra handicap e handicap grave, indicando con diversamente abili gravi tutte quelle persone che hanno bisogno di un intervento assistenziale permanente e continuativo e stabilendo in loro favore il diritto alla priorità nei programmi e negli interventi dei servizi pubblici e il diritto di essere ospitati in comunità – alloggio o presso centri socio-riabilitativi.

Essa inoltre introduce radicali modifiche sia degli strumenti, sia dell’organizzazione degli interventi che la scuola, gli Enti locali e i presidi sanitari sono chiamati a realizzare.

(Gli strumenti sono: la diagnosi funzionale, il profilo dinamico funzionale e il piano educativo individualizzato).

Tappa finale di questo lungo percorso è sicuramente la legge 328/2000che prevede il Sistema Integrato  dell’Assistenza ispirandosi ai principi della Costituzione garantisce i diritti inviolabili dell’uomo e si impegna a rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che impediscono il pieno sviluppo della persona. Con questa legge il cittadino e quindi l’alunno diversamente abile non è più considerato solo utente o solo portatore di bisogni ma diventa una risorsa per il territorio in quanto è il principale conoscitore del suo ambiente e delle sue esigenze. Come la legge 104 anche tra 328 è una legge quadro essa prevede un nuovo sistema del welfare prevedendo una sinergia di forze e di impegno in cui ciascuno deve fare qualcosa, tutti devono contribuire alla realizzazione dei fini del sistema. Gli operatori devono comunicare tra di loro, devono dare vita a uno scambio di informazioni, ad un continuo dare e avere. La legge quadro concepisce gli Enti pubblici, la scuola, le imprese, il terzo settore, i cittadini e le famiglie non come soggetti contrapposti, ma come sotto sistemi tutti necessari per conseguire la migliore qualità di vita. Welfare Community!

I Comuni devono concorrere alla programmazione regionale e definire d’intesa con le Unità Sanitarie Locali il Piano di Zona per gli interventi sociali, per il superamento di condizioni di povertà, emarginazione, di esclusione sociale e per la piena integrazione sociale delle persone diversamente abili.

La 189 del 15 luglio del 2003 che prevede un contributo straordinario alla Federazione italiana sport disabili, per la promozione e lo sviluppo della pratica sportiva di base e

agonisticadelle persone disabili.

La legge 244 del 2007normativa finanziaria;

La Legge 8 ottobre 2010, nº 170riconosce la dislessia, la disgrafia, la disortografia e la discalculiaqualidisturbispecifici di apprendimento, denominati "DSA".

Ildirittoallo studio deglialunni con DSA è garantitomediantemoltepliciiniziativepromosse dal MIUR e attraverso la realizzazione di percorsiindividualizzatinell'ambitoscolastico.

Varie Note, Direttive e Sentenzefino ad oggi.

Ora  per quanto riguarda l’integrazione scolastica

Ritengo che tutte le Istituzioni, alla luce delle recenti normative, hanno il dovere di garantire quell’uguaglianza sociale e civile sancita dall’articolo 3 della Costituzione per rendere effettivo il diritto allo studio. Attraverso percorsi idonei che non solo prevedano, ma mettono in pratica il significato di Inclusione che non è un semplice stare con gli altri maInclusione  significaFare con gli altri, stare bene insieme agli altri con il gruppo dei pari e con tutte le persone che ruotano intorno alla persona diversamente abile. L’integrazione, infatti è un processo che interessa il soggetto diversamente abile, ma anche tutti gli altri soggetti: gli alunni, gli insegnanti, la classe, la scuola, i genitori e le famiglie. Gli insegnanti devono aiutare i fanciulli a socializzare, perché attraverso la socializzazione l’alunno impara ad essere autonomo e responsabile, a collaborare con gli altri a fare nuove amicizie, facendo capire che ogni essere umano non è nato per vivere da solo, ma per vivere insieme agli altri e ciò richiede senso di adattabilità, perché se questo non avviene ci si viene a trovare poi d’innanzi al fenomeno dell’emarginazione non infrequente della nostra società; a volte ci si auto-emargina perché non si è riusciti a farsi accettare dai coetanei. La classe deve diventare una comunità, cioè un gruppo in cui tutti si sentono coinvolti. Una buona socializzazione a scuola prelude a una buona integrazione sociale. La classe quindi diventa un vivaio ricco di relazioni umane. Ma l’integrazione non è soltanto la semplice socializzazione: essa significa soprattutto apprendimento perché questo e solo questo,  che è il vero motore del diritto allo studio, all’istruzione e all’educazione e promuove e consente un concreto, armonico sviluppo della persona, dell’educando. L’apprendimento deve attivare tutti i canali della comunicazione: verbali e non verbali; far circolare la comunicazione sia per venire incontro alle difficoltà, sia per coinvolgere tutti nella normale situazione scolastica. Inoltre, l’apprendimento comprende gli aspetti relazionali che devono essere fondati non su di una generica accettazione, ma su un consapevole rispetto delle diversità. Occorre favorire tutti gli interventi orientati ad una progressiva consapevolezza del proprio “io” e del modo di rapportarsi con gli altri dentro e fuori la scuola, evitando forme di dipendenza – controdipendenza. Attraverso l’apprendimento si impara a comunicare, a interagire, a stare con gli altri, in senso proprio l’apprendimento di tipo cognitivo deve essere mirato all’acquisizione di conoscenze ed abilità basilari per lo sviluppo delle specifiche potenzialità.

E’ chiaro che l’intervento della scuola non potrà svilupparsi secondo modalità occasionali, ma dovrà coordinarsi, da un lato con il progetto formativo previsto per tutti gli alunni e dall’altro con l’ausilio che la nuova autonomia scolastica offre agli insegnanti ed agli alunni, la scuola potrà redigere dei  Piani dell’Offerta Formativa che coinvolgano le altre agenzie educative e tutte le altre risorse territoriali che possono dare un contributo indiretto, ma decisivo per l’intervento didattico di cui è titolare la scuola. Accanto a questo si pone la necessità di realizzare una continuità verticale con gli altri ordini di scuola, in modo che gli interventi didattici non procurino difficoltà nei passaggi, e specifiche modalità di valutazione formativa, in grado di valorizzare gli aspetti processuali dell’apprendimento.

Con la L. 328/2000 il soggetto diversamente abile non è più considerato solo utente , solo portatore di bisogni ,ma diventa una risorsa per il territorio e per la scuola in quanto è il principale conoscitori del suo ambiente e delle sue esigenze. E’ un modo che permette a ciascuno di diventare attivo, di scoprire il proprio valore, in un valore collettivo, in cui i singoli e la rete sociale crescono insieme. Lavorare in rete significa allora costruire e rafforzare legami professionali, creare integrazione e opportunità strutturali di comunicazione  fra sistemi distinti che possono convergere o riannodarsi verso un medesimo obiettivo. Quindi nella rete troviamo: bisogni e risorse, utenza e servizi , problemi e soluzioni in un rapporto di  reciproco sostegno. Le reti possono essere: reti personali,

se stabilite all’interno del contesto di vita (familiare,sociale , amicale); reti collettivedi aiuto (volontariato, vicinato); reti di offerta istituzionale (rappresentata dai servizi pubblici). Promuovere e costruire reti significa prevenire perché si crea intorno alla domanda di aiuto una protezione più ampia in grado di prevenire o ritardare i disagi .

Ogni cittadino (abile o diversamente abile) deve considerarsi un elemento della rete che potenzia gli altri e che a sua volta si potenzia: deve vivere nella società come fosse nella” rete di Indra“ mitologico re indiano, rete costituita da gioielli preziosi, ognuno dei quali ha luce propria e si arricchisce del riflesso della luce degli altri.

Per concludere ritengo che l’integrazione degli alunni diversamente abili pone alla scuola e a tutta la società una sfida per realizzare una società più vivibile per tutti, veramente fondata sull’uguaglianza sostanziale delle “persone”.

 

 

 

 

 

Giovanni carteri scrittore
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CORRIERE DELLA CALABRIA

PER GENTILE AUORIZZAZIONE SCRITTORE GIOVANNI CARTERI

                                                    Salve,mi chiamo Giorgi Teresa Angela, ho 28 anni e sono una laureanda alla Magistrale in Progettazione e Gestione dell’intervento educativo nel disagio sociale, presso l’Università di Bologna, precedentemente laureata in Scienze dell’Educazione presso l’Università della Calabria  Ho scelto la professione di educatrice perché è un ambito che ho sempre amato, ma solo addentrandomi nel mio percorso formativo universitario mi sono resa conto realmente di cosa significhi essere Educatore. Sto lavorando al mio progetto di tesi sulla genitorialità con bambini disabili: più mi documento e più cresce in me il desiderio e la determinazione ad occuparmi di ciò. È facile leggere sui testi che bisogna creare un ambiente inclusivo, accogliente, che miri all’affiancamento dei genitori nel percorrere il difficile cammino caratterizzato dalla disabilità del figlio, ma ciò risulta oggi ancora molto lontano da raggiungere in alcuni territori. Spero vivamente che noi professionisti della cura, riusciremo prima o poi a raggiungere traguardi essenziali e importanti anche nel nostro territorio calabrese, il quale presenta molte esigenze che non possono non essere ascoltate, considerate Io come progettista spero davvero di riuscire, un giorno, a mettere in atto dei progetti che considero davvero necessari ai fini di una prospettiva inclusiva. In fondo “tutti siamo disabili: io sarei disabile agli occhi di un autistico, perché deficitaria di un’enorme sensibilità”.  

Redattore Sociale del 08-10-2014

Tagli, rinunce, cambi. Ecco i "perche'" dei ritardi del sostegno secondo il Miur

Ritardi delle commissioni Asl preposte alla diagnosi e alla certificazione, aumento degli alunni disabili, rinuncia al sostegno da parte di docenti specializzati: ecco alcune delle ragioni secondo il Miur. Tra le soluzioni, nuove assunzioni e formazione per tutti i docenti.

ROMA. E’ passato quasi un mese dall’inizio dell’anno scolastico e tanti sono ancora i “buchi” da riempire, le questioni da risolvere, le richieste da soddisfare. Se alcune carenze sono ormai strutturali, se a tante di queste ormai le famiglie sono pronte a provvedere di tasca propria (tinteggiatura delle aule, contributo volontario, acquisto di materiale per l’igiene quotidiana), alcune esigenze sono però irrinunciabili e necessitano di una risposta istituzionale, perché la scuola possa svolgere il suo ruolo efficacemente con tutti. Esemplare è, in questo senso, la questione del sostegno scolastico: tra tagli e ritardi, tra riorganizzazione e avvicendamenti vari, moltissime sono le famiglie di studenti con disabilità che hanno vissuto l’avvio di questo anno scolastico (come, ma forse anche più dei precedenti) come un vero e proprio incubo: alcune di queste storie le abbiamo raccontate su Redattore sociale, nel corso delle prime settimane di scuola. C’è Maria, la mamma che chiede solo un bagno adatto a suo figlio e personale capace di aiutarlo; c’è Alina, che non esita a chiamare i carabinieri e a denunciare il comune, perché non può tollerare che suo figlio sia abbandonato con la testa sul banco, senza nessuno che si curi di lui; c’è Patrizia, che i primi giorni di scuola li passa dietro il banco, insieme a suo figlio, visto che “gli insegnanti di sostegno e gli assistenti ancora non arrivano”. Ci sono, ancora, i genitori di Lorenzo, indignati che al loro ragazzo “siano lasciate solo le briciole del sostegno, da spartirsi con gli altri compagni disabili”.

Ma perché tanti disagi, tante difficoltà e tanti ritardi? Cos’è che non ha funzionato, all’inizio dell’anno? E perché è tanto difficile far trovare ai ragazzi, soprattutto ai più fragili, una scuola pronta ad accoglierli nel migliore dei modi? Lo abbiamo chiesto ad alcuni dirigenti del ministero dell’Istruzione, che dalla direzione generale per lo Studente e l’integrazione lavorano ogni giorno per costruire quella scuola inclusiva che tutti vorremmo.

All’apertura della scuola, mancavano all’appello tanti insegnanti di sostegno: una situazione che ha comportato gravi disagi per molte famiglie. E’una novità di quest'anno? E perché accade?
I dirigenti scolastici, per poter richiedere il posto di sostegno, devono attendere la certificazione rilasciata dalla Asl. di competenza, corredata dal profilo dinamico-funzionale. Quest’anno, le novità riguardano solo le nuove certificazioni. È infatti previsto che le Commissioni mediche, nei casi di valutazione della diagnosi per l’assegnazione del docente di sostegno, siano integrate obbligatoriamente dal rappresentante dell’Inps, che partecipa a titolo gratuito. Di anno in anno aumenta, purtroppo, il numero di queste certificazioni ed è così più complesso dare una riposta, poiché bisogna tenere conto dell’organico di fatto e aggiustare il tiro con quello di diritto. La scuola italiana fa un grande sforzo per dare una risposta a chi ha questo tipo di esigenze. E cerca di farlo sempre più…

Alcune famiglie si sono sentite dire che gli insegnanti di sostegno della provincia sono "finiti" e che quindi il figlio disabile sarà affiancato da un'insegnante non specializzata. E' vero? Come è accaduto?
Nell’attribuzione dei posti di sostegno quando si esauriscono gli elenchi dedicati, le supplenze sono conferite dalle graduatorie di istituto. Solo in extrema ratio vengono utilizzati, per ulteriori necessità, docenti privi del titolo di specializzazione. In questi elenchi, si trovano docenti provenienti dalle graduatorie di posto comune, in possesso del titolo di specializzazione. Spesso i docenti specializzati, però, optano per la graduatoria di posto comune, rinunciando al sostegno. Quindi sì, in effetti può crearsi una carenza di specializzati

C'è poi il problema delle ore di sostegno insufficienti: qualcuno riferisce che il ricorso sia ormai l'unico modo per ottenere la copertura che spetta di diritto. E' così? Ci sono bambini gravi (art.3 comma 3) che hanno copertura solo parziale. Vi risulta? Come pensate di provvedere?
“Qui la risposta è il piano di assunzioni previsto dalla legge 128 del 2013, la cosiddetta legge Carrozza, che incrementa l’organico di diritto per gli anni scolastici 2013/2014, per quello in corso e per il prossimo ancora. A questi posti, vanno aggiunti gli ulteriori posti in deroga che vengono autorizzati da parte del direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale ogni anno secondo le effettive esigenze. Questi posti vanno assegnati dopo aver accertato due elementi: primo, l’effettiva presenza degli alunni nelle classi, secondo la regolarità della documentazione richiesta (diagnosi funzionale, il Pei, ecc..). Per chiarezza e completezza di informazione, va detto che ad oggi il rapporto medio nazionale docenti–alunni con disabilità è pari a 1,9, quindi secondo normativa. Troppo spesso, quando si parla di alunni con disabilità, poi, si fa riferimento ai soli insegnanti di sostegno. L'integrazione scolastica, ed ancor più l'inclusione, devono invece veder coinvolta tutta la comunità educante: insegnanti specializzati per il sostegno, ma anche insegnanti curricolari, dirigenti, personale Ata e famiglie. Per favorire la piena inclusione e la presa in carico da parte di tutti i docenti, è stato appena emanato il decreto attuativo dell'art. 16 della legge 128/2013, che prevede attività di formazione in servizio rivolte a tutti i docenti, al fine di accrescere le competenze nel campo dell'inclusione di alunni con bisogni educativi speciali. È questa per noi la via che migliora la qualità dell'inclusione, pur non venendo meno lo sforzo per l'impiego di ulteriori risorse professionali: negli ultimi quattro anni l'organico di sostegno è aumentato di 21.000 unità, 9.000 solo lo scorso anno. (cl)


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Non si tratta di strigliare nessuno...ma di suggerire l'applicazione delle norme che sono chiarissime.Lo dimostrano gli atti di alcuni Comuni:Cittanova,Bianco,Siderno,Gioiosa Ionica.REGGIO CALABRIA e tanti altri ...poi per quanto riguarda le nostre affermazioni sono suffragati di pareri legali eccellenti.Uno su tutti Salvatore Nocera,FISH e AIPD.

Festa dell'Unità-Cinquefrondi-16/08/2015:Michele Galimi,Michela Tripodi e On.Seby Romeo

Generazione# Mercoledì 13 maggio alle ore 15:30 sul canale 19 del digitale terrestre! 
Registrazione effettuata C/O'Istituto Superiore "R.Piria" di Rosarno affrontati il tema dell'inclusione scolastica, le novità previste nella riforma scolastica, la formazione professionale degli insegnanti di sostegno, le criticità affrontate dalle famiglie degli studenti diversamente abili:Ospiti Giacomo SaccomannoFrancesco Antonio Policriti contributi della Senatrice Laura Bignami e dell'Onorevole Federica Dieni.

L’Associazione ADDA, che in poco più di un anno di attività ha condotto importanti battaglie e sviluppato iniziative per la difesa e l’affermazione dei diritti dei ragazzi “diversamente speciali”-basti citare la pubblicazione della Guida su inclusione, sussidi e diritti-,  aderisce alla Giornata mondiale dell’autismocon un’iniziativa mirata, nel contempo, alla diffusione della conoscenza del fenomeno e a fornire un aiuto alle famiglie dei soggetti con questa diversità.

La tesi di laurea di Chiara Ivaldi, impreziosita dalla presentazione di un luminare quale Michele Zappella, è un riconoscimento al nostro impegno e, lasciatecelo dire, ai nostri successi. Così come rappresenta per noi una gratificazione la collaborazione con l’Istituto d’istruzione Superiore “ Piria”  di  Rosarno, che sotto la guida della Dirigente Maria Rosaria Russo si è specializzato nelle didattiche dell’integrazione  al punto di potersi definire, nel campo, un polo d’eccellenza.

Essendo nostra convinzione che la piena integrazione dei ragazzi “diversamente speciali” sia un obiettivo ancora lungi dall’essere raggiunto, continueremo nella ricerca di tutte le sinergie e le collaborazioni nelle istituzioni e nelle articolazioni della società civile, nutrendo assoluta fiducia nel valore della buona causa che sosteniamo e nella capacità intrinseca di essa di attrarre le persone - che fortunatamente esistono e ci danno una mano, dal consigliere regionale del PD Seby Romeo alle parlamentari   del Movimento Cinque Stelle Dieni e  Nesci- che dimostrano di credere nei valori della solidarietà e dell’uguaglianza.

E’ con questo spirito che ci  accingiamo, nei prossimi giorni, a recarci a un incontro con i dirigenti dell’USR e ad essere ascoltati dalla Commissione affari sociali della Camera dei Deputati, appuntamenti nei quali si farà un’approfondita ricognizione della situazione dell’integrazione della disabilità in Calabria. In entrambe le sedi esporremo il nostro punto di vista, così riassumibile: solo se ciascuno farà esattamente ciò che gli compete, cioè il proprio dovere, la battaglia per l’integrazione sarà vinta.

Vito Crea-Presidente Adda

Domenico Distilo-Addetto Stampa

 

RIVIERA 8.3.2015 RIVIERA 8.3.2015

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Disabilità – Dieni (M5S) – Le scuole tutelino i diritti degli studenti diversamente abili

E’ intollerabile che nel 2015 i bambini disabili debbano ancora sopportare la scarsa capacità, da parte di alcune scuole, di garantire loro un’offerta formativa e infrastrutturale che tenga conto delle loro peculiarità.” Federica Dieni, deputata del Movimento 5 Stelle così commenta la denuncia dell’Associazione ADDA (Associazione Difesa Diversamente Abili) sulle carenze riscontrate in diversi istituti  nel garantire la possibilità di un pieno accesso al servizio educativo anche a minori colpiti da disabilità.

“Vorrei ricordare che la Legge 104/92 riconosce e tutela la partecipazione alla vita sociale delle persone con disabilità, in particolare nei luoghi per essa fondamentali: la scuola, durante l’infanzia e l’adolescenza e il lavoro, nell’età adulta. Un quadro delle disposizioni normative sulla materia è stato raccolto, peraltro, nelle “Linee guida per l’integrazione degli alunni con disabilità”, diramate con nota del 4 agosto 2009 dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. In questo documento si ricorda che ‘l’integrazione scolastica degli alunni con disabilità è un processo irreversibile, e proprio per questo non può adagiarsi su pratiche disimpegnate che svuotano il senso pedagogico, culturale e sociale dell’integrazione trasformandola da un processo di crescita per gli alunni con disabilità e per i loro compagni a una procedura solamente attenta alla correttezza formale degli adempimenti burocratici’. E’ per questo nostro dovere vigilare affinché il diritto delle persone disabili, costituzionalmente tutelato, a partecipare alla vita sociale e ad accedere ai servizi pubblici come tutti gli altri cittadini venga garantito.”

“I casi denunciati sulla stampa e che parlano di minori costretti a sopportare chilometri di strade di montagna per raggiungere strutture scolastiche attrezzate o di bambini ghettizzati che non partecipano a percorsi d’integrazione con i compagni, rappresentano perciò una ferita che va sanata. La disabilità non è una diversità da tollerare, ma può essere per tutti, studenti e insegnanti, anche fonte d’insegnamento. Cercherò per questo di visitare quanto prima le scuole del sud della Calabria per toccare con mano i problemi degli studenti disabili e la loro possibilità di partecipare alla formazione in una condizione di parità.”

   INIZIATIVA DI DUE PARLAMENTARI SULLA SEGNALAZIONE DELL’ADDA         


La segnalazione dei dirigenti dell’ADDA (Associazione per la difesa dei diritti dei bambini diversamente abili), il presidente Vito Crea e l’addetto stampa Domenico Distilo, relativa alla sospensione dell’attività dell’unità multidisciplinare nelle scuole della Piana è stata ripresa da due parlamentari calabresi del Movimento 5 Stelle, Dalila Nesci e Federica Dieni, che scrivono al presidente f.f. dell’A.S.P. di Reggio Calabria, dottor Ermete Tripodi, per avere notizie dirette e dettagliate in ordine “alla sospensione sine die dell’attività presso le istituzioni scolastiche della Piana (di Gioia Tauro, nda) dell’unità multidisciplinare che segue i bambini e i ragazzi diversamente abili individuandone, in sinergia con i consigli di classe, i bisogni formativi e definendone i PEI». E in particolare per sapere se «ci sono ragioni contabili, che questa volta sembrerebbero legate alle spese e alle modalità di viaggio dei professionisti dagli uffici dell’ASP alle sedi scolastiche e alla mancata stipula di apposite convenzioni con gli istituti».
La rilevanza della questione, delle quali le due parlamentari investono il Governatore Mario Oliverio, viene sottolineata dalle due parlamentari in relazione ai diritti costituzionali delle persone disabili (art.3 della Costituzione), diritti che “debbono essere comunque garantiti”. Non ci resta che attendere gli sviluppi.

 

FIABA ACCANTO ALL’ADDA A DIFESA DEGLI STUDENTI DIVERSAMENTE ABILI

Sembra di vivere nel terzo mondo: appare veramente sconvolgente e gravissimo il provvedimento emesso dal Direttore generale dell’ASP di Reggio Calabria che ha sospeso l’attività dell’unità multidisciplinare presso le istituzioni scolastiche della Piana per il sostegno degli studenti e ragazzi diversamente abili. Tale metodologia serve ad individuare, con l’ausilio del consigli di classe, le necessità degli studenti ed i bisogni formativi, definendo, poi, i Piani Educativi Individualizzati (PEI). Un percorso fondamentale per la corretta istruzione dei ragazzi e per consentire a costoro di poter svolgere una attività didattica adeguata ed indirizzata specificamente alle necessità dei medesimi. I problemi contabili ed organizzativi delle ASP non possono, certamente, pregiudicare, ancora una volta, le fasce deboli e l’istruzione scolastica di chi ha già un fardello pesante da portare avanti. Si tratta di un  diritto garantito dalla Costituzione e dalla normativa Europea che non può, assolutamente, essere sospeso o limitato per esclusive ragioni economiche e per la cattiva organizzazione di tali enti. Trattandosi di un comportamento gravissimo ed intollerabile il FIABA mette a disposizione dell’ADDA e di tutti i cittadini interessati i propri uffici legali per iniziare una battaglia di civiltà e per il ripristinare la legalità calpestata, ribadendo che le istituzioni non possono, certamente, eliminare per proprie incapacità dei diritti nascenti dalla legge e che si indirizzano verso soggetti sfortunati e che hanno indispensabile bisogno di tali strumenti. Pertanto, nell’appoggiare pienamente le iniziative che verranno concordate ed intraprese, la struttura legale del FIABA valuterà sia la possibile esistenza di fattispecie di rilevanza penale a carico di chi ha omesso di rispettare la legge e sia l’eventuale diritto di chiedere i danni a coloro che hanno calpestato un diritto esistente. Approfittare delle condizioni di difficoltà delle persone disabili ed eliminare un diritto riconosciuto dalle leggi primarie della nostra Nazione, è intollerabile e non sopportabile. Quindi, ogni azione possibile sarà portata avanti senza “se” e senza “ma”.

                                                           Il Vice Presidente Nazionale FIABA

                                                  avv. Giacomo Saccomanno

On.Nesci e Dieni M5S-ASP RC
Lettera su questione disabili Piana di Gioia Tauro.pdf [103.00 KB]
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PRESENTATA A ROSARNO LA GUIDA DELL’ADDA

S’è svolta nella mattinata di giovedì 18 dicembre, presso l’Auditorium dell’Istituto d’Istruzione Superiore “Piria” di Rosarno, la presentazione della guida Inclusione scolastica,Alunni diversabili: normative, sussidi, diritti, a cura dell’Associazione ADDA (Associazione per la difesa dei diritti dei bambini diversabili) e dello stesso istituto “Piria”.

A introdurre l’evento la Dirigente scolastica del “Piria”, Maria Rosaria Russo, che ha rivendicato l’impegno della propria scuola sul fronte della disabilità e la qualifica di polo d’eccellenza per l’integrazione  degli alunni diversamente abili.

Subito dopo la Dirigente, il sindaco di Rosarno, dottoressa Elisabetta Tripodi, che, tra l’altro, ha ringraziato l’ADDA per l’edizione della “Guida”, in quanto sopperisce al vuoto di conoscenze di famiglie ed amministratori locali. Il neo consigliere regionale Giovanni Arruzzolo ha plaudito alle attività dell’ADDA, soffermandosi su alcune iniziative ed eventi dei mesi scorsi.

E’ quindi intervenuto il consigliere regionale di fresca elezione Seby Romeo, che dopo aver annunciato di essere alla prima uscita pubblica dopo l’elezione, ha messo in evidenza l’opportunità per i rappresentanti istituzionali di acquisire sul territorio gli elementi di conoscenza necessari all’espletamento dell’azione politica e di governo. Ha anticipato che porterà in discussione del Consiglio Regionale la proposta di assicurare il trasporto gratuito per gli alunni delle scuole superiori, nel quadro della lotta alla dispersione scolastica.

A seguire il presidente dell’ADDA Vito Crea, che ha, ancora una volta, denunciato le omissioni delle amministrazioni locali in ordine all’attuazione delle leggi sul diritto allo studio. In particolare s’è soffermato sul mancato accreditamento dei fondi regionali stanziati sul diritto allo studio e sulla mancata ripartizione da parte della Provincia di Reggio Calabria. Crea, rivolgendosi ai neo consiglieri regionali, ha chiesto con forza, ottenendo importanti rassicurazioni, l’assistenza diretta riguardo alla prestazione delle terapie riabilitative, come già avviene in altre regioni.

L’addetto stampa dell’Adda, Domenico Distilo, si è soffermato sul ruolo dell’ADDA e sulle battaglie che le famiglie dei bambini diversabili sono costrette a sostenere  per avere garantiti diritti costituzionalmente garantiti ed incomprimibili. In molti amministratori locali e in molti dirigenti scolastici manca la corrispondenza tra parole e fatti. Il compito dell’ADDA è di intervenire con tempestività ed efficacia su queste situazioni, creando la necessaria sensibilità verso queste problematiche.Per questo motivo la “Guida” sarà da oggi scaricabile sul sito dell’associazione www.associazioneadda.it.

La dottoressa Marilena Romeo, docente di sostegno, ha svolto un relazione dal taglio tecnico ed analitico sulle leggi e la didattica dell’inclusione scolastica, tracciandone un breve profilo storico.

La manifestazione si è concluso con un concerto dell’alunno “diversamente speciale” Antonio Barbieri.

Alla manifestazione sono intervenute le associazioni operanti nel comune di Rosarno, oltreché il presidente della Consulta delle associazioni del comune di Gioiosa Ionica Vincenzo Logozzo e altre testate giornalistiche e televisive tra cui Telemia e Pianainforma, nonché i corrispondenti locali della Gazzetta del Sud, il Quotidiano del Sud e Il Garantista. 

fotografa ufficiale dell’associazione ADDA  Diana Manduci GALATRO

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On.Laura Coccia-PD

S.E. MONS.MILITO MOSTRA ADDA S.E. MONS.MILITO MOSTRA ADDA

Caro Signor Vito,

 
ho subito trasmesso la documentazione che mi ha inviato ai colleghi deputati M5S della commissione Affari sociali della Camera, che nella specifica materia ha stretta competenza. Li risentirò nei prossimi giorni per conoscere le loro conclusioni nel merito della vicenda sottoposta alla mia attenzione.
 
Con l'occasione, rinnovo la mia piena disponibilità e porgo i più cordiali saluti.
 
dalila

QUOTIDIANO DEL SUD 03.10.2014

Associazione Adda

Galatro

 

accolgo con soddisfazione la Vs comunicazione relativa alle attività di sensibilizzazione dell'Associazione ADDA.

Sento di condividere lo spirito che la anima e le azioni di sensibilizzazione su una realtà sociale così fragile.

Auguro di continuare nel tenere desta la sensibilità generale sul problema dei nostri fratelli che per motivi di salute spesso incontrano difficoltà nel contesto sociale e non trovano l'attenzione che meritano.

d. Francesco OLIVA,

vescovo Locri-Gerace

On. Mario Caligiuri

Maiolo (Legautonomie Calabria): "I Comuni calabresi salvaguardino il diritto allo studio"

"Sollecitiamo i comuni calabresi che ancora non vi abbiano provveduto, a prendere provvedimenti urgenti e immediati in modo da sopperire ai bisogni di assistenza educativa ed attrezzature specialistiche per gli alunni disabili frequentanti le scuole di competenza comunale"

 

 

Il diritto allo studio e il principio di equità e non discriminazione degli
alunni disabili deve essere garantito, così come indicano la legge 5
febbraio 1992, n. 104 (Legge-quadro per l'assistenza, l'integrazione
sociale e i diritti delle persone handicappate), la Nota Ministeriale del
Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca (30 novembre
2001) e la Legge regionale n. 27/1985 in materia di diritto allo studio,
tra gli altri provvedimenti.

È quanto afferma in una nota il Presidente di Legautonomie Calabria, Mario
Maiolo.

È per tali motivi che sollecitiamo i comuni calabresi che ancora non vi
abbiano provveduto, adottando il piano per il diritto allo studio, a
prendere provvedimenti urgenti e immediati in modo da sopperire ai bisogni
di assistenza educativa ed attrezzature specialistiche per gli alunni
disabili frequentanti le scuole di competenza comunale.

Le funzioni amministrative relative alla materia "assistenza scolastica"
competono al Comune in conformità a quanto previsto già dall'art. 42,
D.P.R. n. 616 del 1977 mentre, rileva l'Adda, la Provincia di Reggio
Calabria ha assicurato il finanziamento solo di alcuni degli istituti
previsti nella legge regionale n. 27/1985 in materia di diritto allo studio.

Riconosciamo all'Associazione Adda (Associazione Difesa Diversamente Abili)
il merito di avere sollevato più volte la questione e di averci reso
disponibili i dati relativi al numero di ragazzi disabili in situazione di
gravità che sono 94 nella scuola dell'infanzia, 329 nella primaria, 168
nella scuola media di primo grado e 176 in quella di secondo grado solo
nell'intera Provincia di Reggio Calabria.

Proprio nei primi giorni del nuovo anno scolastico ci auguriamo che possano
essere presi provvedimenti per garantire il diritto allo studio,
l'integrazione e l'assistenza dei ragazzi disabili e che gli appelli di
Associazioni, genitori e istituzioni possano essere ascoltati e accolti.

Calabria: Minasi, necessario tutelare gli studenti disabili

10 Settembre 2014 - 17:01

(ASCA) - Reggio Calabria, 10 set 2014 - ''Non possiamo che accogliere con preoccupazione l'appello che l'Adda (Associazione Difesa Diversamente Abili) ed il suo presidente Vito Crea stanno lanciando da giorni a mezzo stampa sulla seria problematica della tutela dei ragazzi meno fortunati i quali, in ambito scolastico, si trovano senza servizi adeguati a quelle necessita' che quotidianamente esprimono''. Lo afferma Tilde Minasi, consigliere regionale della Calabria. ''L'Associazione, legittimamente, manifesta seri e fondati timori per la condizione che, in molti comuni della Piana di Gioia Tauro, questi allievi potranno vivere durante l'intero anno scolastico: situazione che potrebbe gravemente offuscare un diritto sancito dalla Costituzione. L'integrazione dei soggetti diversamente abili e la giustissima pretesa di poter svolgere il compito di studenti a tutti gli effetti - afferma Minasi - rappresentano un cardine basilare sul quale misurare il valore di una societa' che intende definirsi civile. Bene ha fatto il sodalizio di Crea a denunciare, ad alta voce, un disagio non tollerabile per i ragazzi e le loro famiglie richiamando chi di dovere alle proprie responsabilita'. Sebbene si registri, in via generale, una carenza ormai nota di trasferimenti statali a tutti i livelli istituzionali e quindi ci si trovi dinnanzi ad un'insufficienza che, a cascata, parte dallo Stato centrale ed arriva agli organi periferici, bisogna ricordare che esistono, tra i cittadini, delle esigenze particolari che devono essere soddisfatte (cosi' come stabilito dalle leggi) dalle amministrazioni locali al di la' dell'accredito di somme dovute da altre realta' pubbliche (fondi, tra l'altro, a volte erogati e non spesi dai comuni, cosi' come sottolinea la stessa Adda). Le norme vigenti, infatti (in primis la legge 104/92) impongono un'assistenza specialistica da effettuare reclutando profili professionali specifici: step che diverse amministrazioni municipali della provincia reggina ancora non hanno compiuto. Comuni che, inoltre, hanno l'obbligo normativo di garantire i servizi essenziali, ad oggi palesemente a rischio, attingendo risorse dai propri documenti finanziari. Pur comprendendo le difficolta' economiche a tutti note degli enti locali, auspico francamente che si operi in maniera sinergica ed oculata per rimuovere questi ostacoli e dare risposte concrete ad una fascia di cittadinanza che, piu' di altre, ha bisogno di sostegno e protezione - conclude Minasi - affinche' il loro ruolo all'interno dell'assetto sociale sia ben definito proprio attraverso le azioni di chi deve promuovere percorsi di integrazione e garantire una migliore qualita' di vita''